Tango Napoli. Corsi di Tango Argentino alla scuola di Stefi Donisi, corsi per tutti i livelli. A Napoli il tango si balla alla Milonga Porteña e nella Galleria Umberto

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L' Accademia del Tango Argentino diretta da Stefi Donisi

stefi e marianna

Corsi, pratica e serate di tango argentino

Incontri culturali, proiezioni di video

Laboratorio di teatro-tango

Spettacoli e Concerti

TanoTango Festival

Mostra permanente dei quadri di Leone Perugino

Mostra permanente delle foto di Dolores Anselmi

 

 

 

 

 

 

 

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Il Sabato PORTEÑO

Sabato 19 Maggio

Sabato della buena onda... il sabato Porteño

il calore della Milonga Porteña, il suo sapore di tango...
la musica di Guglielmo Willy Della Corte ... con le sue Tande e le cortine più belle del mondo!
VI ASPETTIAMO!

alla Milonga Porteña!

Willy

contributo soci
10 euro comprensive di consumazione
per chi ha meno di 30 anni 5 euro


Il Tango dei Monumenti

Domenica 20 Maggio

TANGO DEI MONUMENTI: la buena onda in GALLERIA PRINCIPE DI NAPOLI

Una grande novità per le 4 domeniche di "Maggio dei monumenti" a Napoli.
La splendida Galleria Principe di Napoli (per intenderci quella ad angolo tra via Pessina e via foria,di fronte il Museo Archeologico) diventerà per le domeniche di maggio palcoscenico tanguero, con 2 milonghe (il 6 e il 27) e con due lezioni aperte (13 e 20).

DOMENICA 20 MAGGIO:
h 19.00 - 20.30
Lezione aperta per principianti a cura di
Stefi e Marianna di TamoTango e di
Rosita e Paola delle Mujeres del tango

ingresso libero

MAGGIO


Il Martedì PORTEÑO

Martedì 15 Maggio

... so' COSE DELL'ALTRO TANGO !!

Musicalizza Andrea De Cunzo

Ingresso libero per i principianti della Milonga Porteña
Ingresso libero per chi ha meno di 30 anni
Ingresso 5 euro per gli altri.

gabbiano

L'idea:

il tango ha la sua terra... il tango ha la sua casa.... però a passi di tango si può viaggiare il mondo...

Si può amare la musica, si può amare la letteratura, si può amare la danza, il cinema…
… Puoi amare il tango tutto intero…
.... ma in alcuni momenti puoi anche viverne solo una parte…
.... E abbiamo ballato. Abbiamo ballato la musica del tango, ascoltato le parole del tango, visto i film di tango e letto la sua letteratura…
.... Abbiamo amato il tango ma nello stesso tempo non abbiamo mai smesso di amare altra musica, di vedere altri film, di leggere altri libri…
... Con uno strumento in più: la forma in cui inserire le emozioni che di volta in volta si scatenavano dentro di noi; la capacità di ballarle e di ballarle in due!
.... E abbiamo cominciato a viaggiare a passi di tango, a trasportare a passi di tango la nostra anima emozionata da altre musiche, da altre letterature, a donarla ai nostri partner in viaggio con noi.
... il martedì cerchiamo l’emozione e proviamo a ballarla. Se pure fosse un altro ritmo, se pure non fosse tango e addirittura: se pure non funzionasse, che fa? Cercare l’emozione è già viaggiare. E se i passi di tango sono ancora incerti… impareremo.
(LEGGI TUTTO)

UN ESEMPIO? ECCOLO:

 


Lezioni di Tecnica di tango con Stefi, e Marianna per tutti i livelli
tutti i Mercoledì ore 20,45

stefi e mariannafoto Roger Paulet

Il TanoTango festival (a cura di Maurizio Patuelli)



A PASSI DI TANGO PER VIVERE … COSE DELL’ALTRO TANGO….

il tango ha la sua terra... il tango ha la sua casa.... però a passi di tango si può viaggiare il mondo...

Si può amare la musica, si può amare la letteratura, si può amare la danza, il cinema… Il tango racchiude in sé tutte queste forme artistiche ciascuna delle quali nel tango si impregna della sua intensità e dei suoi valori specifici… E allora diventa testo di una canzone, poesia, film, esibizione di danza, ma anche una serata indimenticabile, un profumo avvolgente che ti resta addosso come un leggero e dolce ricordo per tutta la vita.

Puoi amare il tango tutto intero… ma può anche solo bastarti il testo di una canzone o una melodia che ti accompagna al risveglio, o il ricordo di un passo di danza che ti ha unito per un attimo a quella persona… Puoi amare il tango tutto intero… ma in alcuni momenti puoi anche viverne solo una parte…

Tanti anni fa. Due o tre vite fa. O forse ancora più in là.
Studiavo ingegneria. Amavo tanto il rock, il pop inglese… ricordo benissimo “Selling England by the pound” – Genesis- che spesso accompagnava le brevissime giornate alla scrivania, quando il tempo non bastava mai e l’esame era lì, dietro pochi, vicinissimi domani…
ad un certo punto mi alzavo dalla scrivania e … ballavo. Perché? Cosa ballavo? Non lo so. Ballavo. Era ballabile quella musica? Non lo so, non sapevo neanche cosa significasse ballare… semplicemente c’era una forza che prendeva dolcemente il mio corpo e io mi lasciavo prendere e la scienza delle costruzioni spariva per lasciar posto ai movimenti che il mio corpo sembrava facesse da solo…

Avevamo contestato il ballo di coppia, non ci interessava, lo consideravamo uno strumento antico, buono solo per chi si nascondeva dietro al “ballo della mattonella” per poter avvicinare una donna, come se il mondo delle donne fosse un mondo estraneo, da avvicinare e conquistare seguendo strategie...
Avevamo “distrutto culturalmente” i balli lenti che persino nelle discoteche non si ballavano più, ma lì, nelle discoteche, luoghi di incontro di ragazzi con valori diversi dai nostri, basati sull’ostentazione dell’ ”avere” noi non andavamo, creando una netta separazione tra “noi” e “loro”; e nemmeno nelle “balere”, luoghi sicuramente più popolari, ma anche luoghi di incontro di una terza età ancora così lontana dalla nostra.
Avevamo smesso di ballare nei luoghi adibiti.
Complici gli stereo portatili e quelli in auto, ballavamo dovunque capitasse: in riva al mare, ad un concerto, in una festa, al bar, lungo una strada…
E ballavamo, scomposti, liberi… e scomposti ballavamo la nostra libertà, la parità e la gioia di vivere…
Ma non sapevamo niente del ballo.
Nessuno di noi sapeva veramente niente del ballo. Nessuno di noi conosceva il tango…

Poi per caso, o per necessità, l’ho incontrato. Sconosciuto ai più, manifestava da subito la sua forza e la sua saggezza… non era qualcosa di costruito dal mercato… era un’esigenza.

Avevo incontrato una forma per esprimere le mie emozioni e perché no, anche i miei sentimenti. La ricerca del significato profondo dell’amore aveva trovato nel tango un luogo di indagine diretto e semplicissimo, un luogo semplice e astratto in cui manifestare i turbamenti dell’anima senza per questo dover impegnare tutta la vita.
La danza che ballavo da ragazzo aveva trovato casa.

Dapprima solo per pochi fortunati, poi sempre più diffuso per la sua capacità di far comunicare le persone in modo non verbale in un periodo storico in cui tante erano state le parole spese e fraintese, il tango ci insegnava che la comunicazione necessita di disciplina, che l’improvvisazione si basa sul lavoro e la creatività non è solo un dono del Signore, ma anche un gran lavoro per togliersi di dosso gli stereotipi che la incatenano.

E abbiamo studiato… quanto abbiamo studiato per imparare a conoscere il nostro sconosciuto ma amatissimo corpo, per imparare a muoverlo e a trasmettere il movimento all’altro corpo e con il movimento trasmettergli la nostra emozione, i nostri sentimenti, la nostra anima!

E abbiamo ballato. Abbiamo ballato la musica del tango, ascoltato le parole del tango, visto i film di tango e letto la sua letteratura…

Abbiamo amato il tango ma nello stesso tempo non abbiamo mai smesso di amare altra musica, di vedere altri film, di leggere altri libri… Con uno strumento in più: la forma in cui inserire le emozioni che di volta in volta si scatenavano dentro di noi; la capacità di ballarle e di ballarle in due!

E abbiamo cominciato a viaggiare a passi di tango, a trasportare a passi di tango la nostra anima emozionata da altre musiche, da altre letterature, a donarla ai nostri partner in viaggio con noi. Senza presunzione di fare niente. Senza pretesa di fare tango, ma solo con la curiosità di sperimentare per vedere cosa potesse nascere da questa unione, da questa applicazione di una forma d’arte, il ballo, su altre forme d’arte, su altre musiche.

Fu così che nacquero alla Milonga Porteña le serate “sperimentali”, il tango-non tango, le rive del tango, e così via fino alle "cose dell’altro tango": sempre abbiamo cercato uno spazio di sperimentazione per esprimere questa necessità.

Il sabato da noi è tango. Nella sua interezza. Nella sua bellezza.

Poi c’è la sperimentazione. Quest’anno è di martedì.
Ai nostri “musicalizador” abbiamo chiesto di unire ai tanghi tradizionali delle musiche diverse, non necessariamente i cosiddetti “tanghi nuevi” o elettronici, ma qualsiasi cosa che la loro sensibilità li spinga a proporci di ballare a passi di tango.
A voi chiediamo di usare tali serate non solo per ballare, ma per confrontarvi sulla tecnica, sulla musica, sul modo di comunicare.
A voi chiediamo di usare tali serate per uscire fuori dalle sterili discussioni su ciò che è o non è il tango, ma per confrontarvi tra di voi e con i musicalizador con lo spirito di chi è curioso e non pretende di avere in tasca nessuna verità, ma solo dubbi e curiosità.

Il martedì non si balla solo il ritmo: il martedì cerchiamo l’emozione e proviamo a ballarla. Se pure fosse un altro ritmo, se pure non fosse tango e addirittura: se pure non funzionasse, che fa? Cercare l’emozione è già viaggiare. E se i passi di tango sono ancora incerti… impareremo.

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10 anni di MILONGA PORTEÑA

Sono passati 10 anni.
10 anni.
Sembra ieri.

10ANNI


GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE SEGUONO LE NOSTRE ATTIVITA'

....... (precede) A nuove emozioni, a nuove gioie, a nuova musica, buona musica. A tutti voi, alla buona musica che ciascuno di voi ha dentro e che vuole far suonare con tutti gli strumenti che avete a disposizione. All'armonia di questo concerto di vite...


horacio Ferrer

L'intervento di Horacio Ferrer al secondo Tano Tango Festival


 

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