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Il Saggio della scuola   

Lunedì 28 Giugno Teatro Trianon
Finch'è ancora tempo, mio amore

Spettacolo della Accademia di Tango Argentino di Stefi Donisi


" Tutto, come un rapido fiume, il tempo si porta via……la memoria, per noi, è l'udito di cose ormai sorde, la vista di cose ormai cieche"

Plutarco, Il Tramonto degli oracoli


Da un'idea di M. Foà, C.Pane, A. Rotondo

Finch'è ancora tempo, mio amore…..
Con un verso di Hikmet, e con il ritmo di un cuore, comincia questo viaggio all'indietro nel tempo e nel ricordo.
Una fabbrica in demolizione, dalle cui ceneri sorgerà, forse un Centro Commerciale,diventa - per gli operai che lavorano nel cantiere e attraverso uno strano gioco di rimandi - teatro del lento ma prepotente risveglio della memoria.
Uno degli operai attraverso un gesto incontrollato del piede ritroverà le feste della sua infanzia lontana; per un'altra sarà il cantiere di notte, popolato di immagini, sogni, parole; per altri ancora, l'incontro con strane figure che li obbligheranno ad essere testimoni d una tragedia sepolta e dimenticata
Ognuno di loro arriverà a guardare in modo nuovo e differente la realtà, anche alla luce di quello che potrebbe essere il futuro, e a scrivere un finale diverso per questa storia
Voce narrante le note e i passi del Tango, che, intimamente legato al tema del ricordo e della memoria, diventa strumento per raccontare e per raccontarsi.


A: Facundo e Kely Posadas
Nazim Hikmet,
e a tutti quelli che non si sono arresi



Delle vostre mani e della menzogna

Le vostre mani dure come pietre,
tristi come arie cantate nel carcere,
grosse e lente come bestie da soma,
mi ricordano i visi dei ragazzi affamati.

Le vostre mani lievi, leste come api,
pesanti come mammelle piene di latte,
audaci come la vita che cresce,
sotto la loro pelle rozza
hanno la tenerezza d'una stretta di mano amica.

No, questo mondo non sta sulle corna di un toro,
questo mondo è piantato sulle vostre mani onnipotenti.

Uomini, ah! uomini miei,
vi nutrono di false chiacchiere,
mentre avete bisogno di pane e di carne
per domare i crampi della fame.
Voi lasciate questo mondo, dove ogni ramo
si piega sotto il peso dei frutti,
senza esservi tolta una sola volta la fame.


Uomini, ah! uomini miei,
in Africa e in Asia dovunque,
nel vicino e nel lontano Oriente
fino alle onde del Pacifico,
tutti i paesi miei,
più del settanta per cento
della gente del pianeta,
siete vecchi e distratti, come le vostre mani,
siete magnifici e forti.

Uomini, ah! uomini miei,
fratello mio d'America e d'Europa,
sei come le tue mani, smemorato e irrequieto
come il mercurio.

Sta' all'erta!
Con menzogne bavose ti lusingano,
e così facilmente
possono averti nel sacco.


Uomini, ah! uomini miei,
se le antenne vi mentono a ogni istante,
se mentono le rotative,
se vi mentono i libri, di copertina in copertina,

e i manifesti sui muri
e gli annunzi sulle colonne,

se dagli schermi bianchi vi mentono
le gambe nude delle ragazze,
se le preghiere vi mentono
e le ninne nanne
e i sogni,
se nei cabaret mente il violino
e il violinista,
se vi mentono le voci
che suadenti sussurrano - taci! -,
se le parole e i colori vi mentono,
se tutto ciò, che dipende dalle vostre mani,
mente,
tutto,
fuorché le vostre mani,
se tutti vi mentono inventando fandonie,
se tutto e tutti con protervia vi mentono,
allora sappiate che questo
è perché restino cieche le vostre mani, come le tenebre,
ubbidienti come cani da guardia,
cedevoli come l'argilla,
è perché non si ribellino, le vostre mani,
è perché in questo mondo mortifero,
dove tanto si desidera vivere
e dove voi troppo vivete penosamente,
le vostre mani possano
senza fine servire
l'oppressione e la schiavitù.

Nazim Hikmet - 1949

 

Interpreti:
AlbertaTrocino
Gabriella Ferrari Bravo
Giulio Giangrande
Enzo Scognamiglio
Donatella Mazzoleni
Enrico Savino
Renato Papa
Resi Martinez
Luciana De Paola
Roberto Maurella
Adele Magrelli
Marta Cattaneo
Diego Russo
Tony Meleddu

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