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La Memoria Sono passati 10 anni.
Ho difficoltà ad iniziare una lettera indirizzata a tutti, ma mi sembra doveroso, oltre che naturale, ringraziare quanti mi hanno affiancato in questi anni, quanti hanno condiviso questa passione, quanti hanno lavorato sodo perché una cultura così intrecciata con la nostra, come quella del tango, fosse diffusa e condivisa nella nostra città… Mi fa piacere iniziare da un incontro fortuito, quello con Dario nel luglio 2008… tornato a casa presi questi appunti che mi sono capitati tra le mani proprio in questi giorni: “Luglio 2008
Questa mattina ho incontrato un mio ex allievo che mi ha comunicato con gioia ed emozione la sua intenzione di iniziare ad insegnare tango. Mi sono fatto un po’ di conti: in questi anni d’insegnamento ho potuto trasmettere la mia passione, oltre a tutti quelli che lo ballano per il solo piacere, anche ad una serie di persone che a loro volta hanno aperto scuole o quanto meno corsi di tango. Mi viene voglia di fare una lista degli ex allievi che hanno seguito per più anni i miei corsi e che ora sono tra i maggiori diffusori di questa arte a Napoli ; cito a memoria: Paolo Cioffi, Mara Cicerano, Renato Papa, Cynthia Fiumanò, Georgia Stendardo, Claudia Pane, Alice Rotondo, Maria Luisa de Martino (Lula), Francesco Smorra, Stefano Smorra, Melina D’Ario, Ettore Mezzasalma, Ettore Lamoglia, Leone Perugino, Emanuela Fonzone, Peppe di Gennaro, Nina Borrelli (Anna Franca), Enzo Climaco (Climax), Gaetano Perrini, Albino Famiglietti, Diana Combattelli, Maria Teresa di Lorenzo,Giulio Giangrande, Rosaria Rossi Liscio, Tony Meleddu, Adriana Picozzi, Dario Pirone, Giovanna di Costanzo e Mara Fusco e ancora, Mimmo Fusco, Gennaro Casolaro, Paola Sino, Marianna Ruggiero, Lidia Salerno... Spero di non essermi dimenticato nessuno. Se l’ho fatto o non mi è venuto in mente o semplicemente non sapevo che insegnava. In ogni caso dovrò fare qualcosa per ringraziarli tutti per il loro impegno nella diffusione di quest’ arte perchè sono convinto che ciascuno, con le caratteristiche che lo distingue, sia il mezzo migliore per trasmettere questa grande passione nella nostra città. Questo incontro ha aperto un mucchio di pensieri e ricordi… Penso alla Milonga Porteña: è stato un vero tempio per il tango e non solo; a parte i concerti sempre un po’ originali al di là del tango (ricordo i DIDJERIDU di Lorenzo e i Lazy Goanna Project, i vari musicisti del San Carlo, Patrizia Lopez, la cantante folk americana, Luciano Catapano e tanti altri) nel locale ha suonato l’orchestra di tango*2, i Quejas de Bandoneòn, Jaoquin Amenabar, senza dimenticare i Koinè, l’orchestra di Juan, quella di Fabrizio Pieroni, Adrian Fioramonti e Antonio Ippolito. E poi Antonello Paliotti con Cappabianca, Gianni Lamagna… Ma soprattutto tra queste mura è passata la storia del tango ballato: da Miguel Angel Zotto a Osvaldo Zotto, da Lorena Ermocida ad Alejandra Mantiñan, da Gabriel e Natalia, a Nestor Rey e Patricia Garcia, e poi Fakundo e Kelly, Roberto Herrera e la sua compagnia, Soledad Rivero e Sergio Cortazzo, Gabriel Missè e ….. Se le mura potessero parlare… parlerebbero non solo delle grandi esibizioni, ma anche delle grandi passioni che si sono scatenate come energia pura che viaggiava libera intorno alle colonne della milonga e in senso antiorario.“ Questa nota la scrivevo nel 2008 un anno molto importante per la milonga, un anno di ripensamenti, di valutazioni, quasi come nel 1999, quell’ultimo anno del millennio che per me fu caratterizzato dalla scelta di abbandonare il lavoro in Finsiel e di diventare un professionista del tango. E così decisi di circondarmi di amici, lavorare in amicizia e in armonia su un campo nuovo dove alla base c’era proprio la relazione tra le persone… Nacque l’associazione culturale “TamoTango” Non sono stati anni facili; entusiasmanti, eccitanti, passionali, sicuramente, ma non facili… Abbiamo avuto una storia ricca e controversa: al nostro interno le dinamiche di crescita ci portavano un continuo ricambio; all’esterno quelle di competitività ci impedivano di riconoscere nei “competitor” persone animate dalle nostre stesse passioni… fu così che nel 2008 stavamo quasi per lasciare… ma la ribellione di tutti i nostri amici e anche di molti nostri “competitor” ci ha fatto cambiare idea… In un’altra nota dell’anno successivo, scrivevo “Non nascondo che ritrovarvi alle lezioni, alle serate, riabbracciare il mondo quotidiano del tango, mi ha fatto un grande piacere e mi ha messo una grande carica di energia positiva che spero di riuscire a comunicare a tutti voi. Intanto ho voglia di lavorare per una rinascita dell’armonia del tango. In altre città, lo sapete, le milonghe sono in guerra, le scuole non ne parliamo; qui da noi le tensioni sono sempre state contenute e credo che, nelle enormi problematiche sociali, ambientali, culturali della nostra città, la ricerca di un’armonia tra la gente che è coinvolta dalle stesse passioni ci faccia sentire meno soli e meno in balia di accadimenti più grandi di noi che rendono Napoli una città sempre meno vivibile; anche per questo rinnovo il mio impegno: perché il tango sia sempre più visto come un mezzo per migliorare la nostra esistenza, perché ciascuno possa esprimere, come in ogni altra forma di arte, in modo non competitivo la propria bellezza e diversità.” Ogni tanto prendo appunti che poi mi vengono utili quando meno me lo aspetto… infatti, rileggendo quest’ultima nota, e pensando a quello che è successo in questi ultimi 2 anni, posso dire che l’obiettivo è stato centrato: Questi nostri festeggiamenti dei 10 anni vedono perciò coinvolti tutti voi: sia chi ha partecipato, come pioniere alle nostre prime serate (memorabili quelle nella galleria Umberto con lo stereo di casa alimentato dalla batteria di un’automobile e da un “inverter”); sia chi in tutti questi anni è stato parte attiva in un modo o in un altro della Milonga Porteña, contribuendo al suo successo; sia chi, in altre organizzazioni, a fianco, o addirittura “contro”, ha contribuito alla diffusione nella nostra città e in tutta la Campania di questa passione che ci ha coinvolti e, in parte, sconvolti tutti: IL TANGO Sono appena tornato a casa. sono le tre. L'emozione che Morgado ha trasmesso a tutti noi girava, vagava per la Milonga, la potevi toccare con mano. Ti colpiva. Chiunque tu fossi: organizzatore, musicista, spettatore, ballerino... girava... girava tra le sedie disposte a circolo, come intorno al fuoco sacro dell'arte e ti rispecchiavi nelle emozioni dei tuoi simili, nel canto delle balene in amore, nelle lacrime del violinista nei suoni gravi del bandoneon di un 20enne... e ti dicevi: che bello far parte di questo mondo. Un mondo che sembrava perduto con la musica degli anni '70, un mondo fatto di ideali e grandi sogni... e invece no... ti accorgevi che tutta la gente intorno a te, oggi come allora, come sempre, vive delle stesse emozioni. Dello stesso sangue. Delle vene di chi fa parte dello stesso universo di esseri circondati dagli stessi odori, dagli stessi suoni... i suoni dell'universo, del mare, delle balene in amore, il suono del tango, del tango vivo. E ti accorgi che non hai ancora ringraziato tutti per la loro partecipazione al festival di Napoli, per la gioia che ti hanno trasmesso durante quei giorni meravigliosi ed indimenticabili. Ti accorgi però che eri stanco... talmente stanco da non avere più le energie per ringraziare tutti, per avvolgerli nell'abbraccio della comunicazione di emozioni, delle emozioni che gli artisti ma anche il pubblico del festival aveva saputo dare a ciascuno di noi. E solo adesso ti accorgi che avevi bisogno di una nuova linfa vitale, di altra musica degli angeli Gardel, Piazzolla, ma anche Police, anche Morricone, insomma di altra musica suonata dal quartetto Morgado per caricare le pile e riprendere ad avere voglia di fare, di ballare, di insegnare di organizzare, di comunicare, trasmettere questa passione che arde dentro e non riesce a farti dormire. Grazie a tutti voi di aver passato dei giorni così belli insieme a noi dal festival, ai sabati, a Morgado. A nuove emozioni, a nuove gioie, a nuova musica, buona musica. A tutti voi, alla buona musica che ciascuno di voi ha dentro e che vuole far suonare con tutti gli strumenti che avete a disposizione. All'armonia di questo concerto di vite... Stefi
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